Rimozione tatuaggi

Cos’è

La rimozione tatuaggi è una pratica della medicina estetica che consente la cancellazione dei tatuaggi sulle diverse parti del corpo.

 

A cosa serve

Con l’aumento esponenziale delle persone che scelgono di tatuarsi scritte o disegni sul corpo, la rimozione dei tatuaggi è una prestazione sempre più richiesta. A volte, infatti, capita che il tatuaggio non piaccia più o non detenga più quel particolare significato in virtù del quale è stato fatto e pertanto si decida di rimuoverlo.

 

Come funziona

Per eliminare definitivamente un tatuaggio esistono diverse tecniche, di cui la più diffusa e meno dolorosa è il laser. Oggi sono disponibili due tipi di laser molto efficaci: il Picolaser, che consente un’ottima rimozione dei tatuaggi in poche sedute, e il laser Q-switched, già impiegato nell’ambito della medicina estetica per rimuovere le macchie cutanee. Questo tipo di laser, infatti, rompe le cellule contenenti i pigmenti colorati, che vengono quindi smaltiti naturalmente dall’organismo durante i mesi successivi.

Per la rimozione dei tatuaggi tramite il laser è necessario sottoporsi a un ciclo di sedute, che variano dalle 3 alle 12, in base alla complessità del tatuaggio da cancellare.

 

Chi può effettuarla

La rimozione tatuaggi viene effettuata da un medico estetico specializzato.

 

Norme di preparazione

Per prepararsi a una seduta di rimozione tatuaggi occorre che la pelle non sia abbronzata e, anche dopo il trattamento, non bisogna esporsi al sole per almeno 2/3 mesi. Prima della seduta, inoltre, è consigliabile applicare un anestetico sull’area del corpo interessata, che verrà successivamente trattata con creme antibiotiche.

 

È dolorosa o pericolosa?

La rimozione tatuaggi attraverso laser provoca un leggero dolore; in generale, più il disegno da eliminare è grande, maggiormente dolorosa sarà la seduta. In ogni caso, il dolore sarà attenuato dalla crema anestetica applicata prima del trattamento.

La rimozione tatuaggi con il laser Q-switched è controindicata in alcuni specifici casi, come gravidanza e allattamento, infezioni in atto, tumori della pelle e assunzione di farmaci foto sensibilizzanti o coagulanti (questi ultimi possono comportare l’insorgenza di eritemi persistenti).

Per quanto riguarda gli eventuali effetti collaterali, i più comuni sono: arrossamento dell’area interessata, prurito, gonfiore, comparsa di piccoli ematomi. Qualora non venga rispettata la direttiva di non esporsi al sole dopo il trattamento, è possibile che si verifichino fenomeni di ipo o iperpigmentazione.