TAC

risonanza magnetica aperta monzaCos’è la TAC e a cosa serve?

La TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) è un metodo di diagnostica per immagini che utilizza le radiazioni.

Utilizzata da oltre cinquant’anni, ha la capacità di rappresentare il corpo del paziente in sezioni secondo piani assiali, cioè con tagli trasversali dal capo ai piedi (tomografia). Il dispositivo che emette i raggi X, detto tubo radiogeno, ruota attorno al paziente posto su un lettino che si muove orizzontalmente (per questo motivo la pratica è denominata TAC spirale).

Al Politerapico si utilizzano macchine a spirale multistrato, grazie a queste è possibile acquisire contemporaneamente l’immagine di 16 sezioni del corpo per ogni rotazione del tubo radiogeno, che dura mezzo secondo. In questo modo si ottengono velocemente immagini di ampi volumi. Essendo gli strati molto sottili le immagini acquisite risultano dettagliate e prive dei disturbi causati ad esempio dalla respirazione o dalle pulsazioni del cuore.

 

A che cosa serve la TAC?

La TAC è utilizzata in diversi campi, da quello scheletrico al toracico, addominale, vascolare, oncologico, ginecologico, traumatologico e anche neurologico. Grazie alla TAC spirale multistrato infatti è possibile ottenere immagini dettagliate di tutti organi interni.

In alcuni casi la dose di radiazioni emesse dalla macchina può essere piuttosto alta, per questo motivo è necessario procedere con cautela, soprattutto se si effettuano TAC a pazienti sensibili come bambini o donne in età fertile. È per questo che la TAC non va utilizzata come strumento diagnostico di check-up.

 

Sono previste norme di preparazione?

Nessuna. Tutte le informazioni vengono fornite al momento della prenotazione.

 

Chi può effettuare la TAC

Tutti tranne le donne in gravidanza.

 

La TAC è pericolosa o dolorosa?

L’esame è indolore e adatto anche a chi soffre di claustrofobia, il paziente avvertirà solamente il lieve rumore del macchinario in funzione.

 

Come funziona la TAC?

La TAC è di fatto un tubo aperto all’interno del quale viene fatto passare un lettino in cui è stato fatto sdraiare il paziente. Il paziente non dovrà muoversi per tutta la durata dell’esame  (circa 20 minuti) al fine di mantenere alta la qualità delle immagini.