Neurologia (elettromiografie)

Che cos’è

La visita dal neurologo permette di rilevare eventuali patologie o disturbi che colpiscono il sistema nervoso centrale o quello periferico (cervello, cervelletto, tronco encefalico, tronco nervoso, midollo spinale, i gangli, le radici e i plessi extraviscerali e intraviscerali).

 

A cosa serve

Attraverso la visita il neurologo può individuare disturbi neurologici e loro localizzazione.

 

Come funziona

Dopo essersi informato sulla storia clinica e familiare del paziente, sul suo stile di vita e sui sintomi riscontrati, il medico neurologo procede eseguendo un esame neurologico che può prevedere l’analisi dello stato mentale, delle funzioni simboliche, dei nervi cranici, del sistema motorio e della coordinazione dei movimenti, del sistema sensitivo e delle funzioni autonomiche.

 

Chi può effettuarla

Chiunque può sottoporsi a questo tipo di visita.

 

Norme di preparazione

Per sottoporsi a una visita dal neurologo non è necessaria alcuna preparazione specifica.

 

È dolorosa o pericolosa?

Non è un tipo di visita che comporta dolore o rischi particolari

ELETTROMIOGRAFIA

L’elettromiografia (EMG) è un esame per diagnosticare la condizione dei muscoli e dei nervi. L’EMG, composto da tre fasi (elettromiografia, elettroneurografia ed elettromiografia di singola fibra) è classificato come esame funzionale poiché analizza le funzionalità del muscolo o del nervo.

 

Cosè e perché si esegue lelettromiografia

L’elettromiografia (EMG) è un esame che ha lo scopo di verificare lo stato di salute dei muscoli e dei nervi.

L’esame è suddiviso in tre fasi, non necessariamente eseguite in questo ordine:

  • elettromiografia (EMG)
  • elettroneurografia (ENG)
  • EMG di singola fibra

L’esame è svolto solitamente dal tecnico di neurofisiopatologia (solo ENG) e dal neurologo (EMG/ENG e singola fibra).

L’elettromiografia è la fase dedicata alla diagnosi dello stato di salute dei muscoli, in particolare l’Unità Motoria (UM). L’Unità Motoria è il complesso composto dal corpo del motoneurone a presente nelle corna anteriori del midollo spinale, dall’assone motore che da esso deriva e dalle fibre muscolari che questo innerva. Un motoneurone ha la possibilità di innervare più fibre, mentre le fibre possono essere innervate da un solo motoneurone.

 

Come funziona lelettromiografia

L’EMG registra i potenziali elettrici che avvengono in seguito ad una contrazione volontaria di un muscolo. Successivamente all’impulso nella sinapsi neuromuscolare (contatto per contiguità e non per continuità, tra muscolo e nervo), avviene la depolarizzazione delle fibre muscolari che determina i potenziali.

La contrazione muscolare è possibile per l’acetilcolina rilasciata e cessa quando la colinesterasi inibisce questo enzima.

È possibile attuare una misurazione dei potenziali seguendo due metodi: l’inserimento di un elettrodo ad ago (monouso e sterile) di calibro e dimensioni variabili in relazione all’estensione e alla posizione del muscolo che si analizza, o lapplicazione di elettrodi di superficie.

Utilizzando il primo metodo (elettrodi ad ago) si registra un singolo potenziale che indica l’esercizio di una singola unità motoria, ovvero di tutte le fibre muscolari connesse ad una terminazione nervosa. Il secondo metodo (elettrodi di superficie) raffigura, invece, un gruppo di unità motorie.

Durante l’esame, l’attività del muscolo sarà considerata a riposo e durante la contrazione massima volontaria. I risultati daranno la possibilità all’operatore di riconoscere tra una patologia del sistema nervoso periferico e una muscolare.

È infatti preferibile l’EMG quando è necessaria una diagnosi differenziale del danno neurogeno da quello della placca neuromuscolare o quello miogeno.